Lo scorso 6 Ottobre l’Agenzia delle Entrate ha emesso la nuova circolare Circolare 33/202 sulla cessione dei bonus edilizi attesa da tutto il nostro comparto. Il Fisco si è pronunciato su questi temi:

Quando?

ab origine, per i crediti d’imposta sorti ai sensi dell’articolo 119 del decreto Rilancio (Superbonus), per i quali è sempre stata obbligatoria l’acquisizione della predetta documentazione per l’esercizio delle opzioni dello sconto in fattura e della cessione;

dall’introduzione dell’obbligo di visto di conformità, attestazioni e asseverazioni previsto dal comma 1-ter dell’articolo 121 del decreto Rilancio (in vigore dal 12 novembre 2021), per i crediti d’imposta relativi agli altri bonus edilizi

per i crediti oggetto di cessione per i bonus edilizi diversi dal Superbonus, sorti antecedentemente alla previsione dei citati obblighi documentali (12 novembre 2021), l’acquisizione, ora per allora, da parte del fornitore che cede il credito, della documentazione (visto di conformità, asseverazioni e attestazioni) limita la responsabilità solidale in capo al cessionario del medesimo fornitore – nonché dei successivi cessionari in possesso della medesima documentazione richiesta dalla norma in questione – solo in caso di dolo o colpa grave.

La nuova Circolare, al paragrafo 3, sottolinea che tutti gli indici sono da ritenersi soltanto delle istruzioni per l’organo di controllo dell’Agenzia “per rendere omogenee e trasparenti le attività istruttorie“.

Gli indici rappresenterebbero inoltre un’elencazione di carattere esemplificativo, ma nella Circolare viene chiarita meglio la portata degli indici, in particolare quelli relativi alle incoerenze reddituali e patrimoniali,alla sproporzione tra l’ammontare dei crediti ceduti e il valore dell’unità immobiliare, condizionato dalla tipologia e ubicazione dello stesso.

Non risulta più necessaria l’assevereazione video ma solo l’asseverazione predisposta dai tecnici abilitati.

Qualora il Fisco rilevi irregolarità nella fruizione del credito, può richiedere la restituzione delle somme indebitamente utilizzate, individuando chi ne è responsabile. 

Il cessionario è responsabile in solido solo nei casi di: dolo (conoscenza o consapevolezza del credito non esistente) o colpa grave (imperizia o mancata diligenza per omessa richiesta, che portano a un indebito vantaggio fiscale).

Per tutti gli altri dettagli ti rimandio allalettura della Circolare che riportiamo qui di seguito.

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